Technogym: da azienda meccanica a media company

Vera “startup” italiana con storia da Silicon Valley (nati in un garage). 

Inventa il concetto di Wellness ed è tra i fautori dell’emancipazione del fitness. 

Cresce nei primi anni grazie a scelte visionarie.

Crea un campus incredibile.

Entra nel digital, stringe un accordo con Apple, produce software, sviluppa app, avvia processi di open innovation, assume un team digital enorme.

Oggi, entra a gamba tesa nel mondo dei contenuti.

In trentasei anni.

Ecco a voi Technogym, da azienda meccanica a media company: un capolavoro.

Lo sport insegna: non puoi fermarti a un record.

technogym media company

Il successo è obsoleto. Se una cosa funziona, significa che è obsoleta.

Queste sono le parole con cui Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, ha esordito al Forum dell’Economia Digitale, tenutosi a Milano pochi giorni fa, l’11 luglio 2019.

E nessuno, se non proprio Nerio Alessandri, “il profeta del wellness”, avrebbe potuto trovare parole migliori per definire il cuore, il “motore”, che anima Technogym da 1983.

Ed è proprio il cambiamento, ogni volta che si è raggiunto l’obiettivo, il segreto che ha portato l’azienda con sede a Cesena a fatturare 634 milioni di Euro e impiegare 2.000 collaboratori tra Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, Australia e Sud America.

Se ti svegli al mattino e guardandoti allo specchio dici “wow, che incredibile successo ho”, ricordati che da quel momento le cose possono andare peggio. Se invece hai umiltà e ti metti in discussione ogni giorno, se cerchi continuamente il cambiamento… sei sulla strada giusta. Lo sport insegna: non ti puoi fermare a un record.

“Be the change”: i cambiamenti di Technogym

technogym live

Technogym nasce come azienda meccanica.

Alla meccanica viene aggiunta l’elettronica, per trasformarsi in una società informatica.

Nel 2012 un altro cambio: la direzione a cui puntare era connettività e cloud.

Tutte le performance degli atleti vengono memorizzate negli account e richiamate negli allenamenti successivi per monitorare progressi, alzare l’asticella e vincere la sfida con sé stessi.

Nel 2019 diventa ufficialmente una media company, con un focus importante sui contenuti.

Ed è proprio questa la svolta che sta portando Technogym nel futuro: servizi interattivi, allenamenti in diretta oppure on-demand, usufruibili da casa, dalle palestre di mezzo mondo, dagli hotel.

Technogym Live

Durante l’evento di Londra per il lancio mondiale della rivoluzionaria Technogym Live, la “Netflix del Fitness”, proprio Nerio Alessandri presenta la nuova piattaforma installata sugli schermi di smart bike, tapis roulant e vogatori, dove si potranno scegliere lezioni di gruppo dei migliori trainer delle palestre di tutto il mondo.

Esattamente come dal divano scegliamo la nostra nuova serie preferita, così dalla cyclette potremo seguire la lezione del migliore personal trainer di New York, Parigi o Milano.

Detta in due parola: il cloud, riempito di contenuti.

Il segreto di Technogym

Crescita sostenibile, in un’ottica di lungo termine.

Technogym ha iniziato producendo macchinari progettati direttamente dal founder, ispirato dalle poche informazioni che arrivavano in Italia negli anni ’80 riguardo a ciò che stesse accadendo negli Stati Uniti e ora producono software gestionali per le palestre e i centri fitness, hanno un’app dedicata al training personale sempre più evoluta e hanno trovato il modo, anche grazie all’accordo con Apple, di collegarla ai propri strumenti.

Banalmente, fai login sui macchinari tramite il tuo Apple watch, wireless, carichi il tuo ultimo allentamento – anche fatto outdoor – e sfidi il tuo “ghost”.

Questa che sembra una meccanica banale ha dietro studi su gamification, comportamento dei propri utenti, nuove USP per i centri fitness.

Diventare “media company” è un obiettivo fondamentale di moltissime aziende, viste le previsioni diffuse sull’evoluzione dell’advertising.

Technogym è anni luce avanti rispetto ai competitor, ma possiamo azzardare rispetto a molte delle PMI italiane: da anni hanno programmi di open innovation, in collaborazione con H-Farm ad esempio e nel settore wellness sono tra le aziende “first mover.”

Conclusioni

Come è stato possibile arrivare da un “garage” a fatturare 640 milioni di Euro?

Due – secondo noi – gli elementi importanti con i quali riassumere la “favola” di Nerio Alessandri:

  • 36 anni: Il futuro va costruito giorno dopo giorno, ma in un’ottica di lungo periodo. Spesso, startup o aziende molto giovani ripetono frasi come “vogliamo essere la prossima Facebook”, non ricordandosi che l’app che tutti conosciamo oggi è nata 15 anni fa.
  • innovare: perché sì, è vero, “il successo è obsoleto. Se una cosa funziona, significa che è obsoleta”.
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